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PSICOTERAPIA INDIVIDUALE

La psicoterapia individuale si configura come una relazione tra due persone, il terapeuta e il paziente, che si incontrano regolarmente almeno una volta la settimana, in sedute di 45 minuti, presso lo studio del terapeuta.
Il terapeuta è colui che cura, il paziente è colui che (letteralmente) patisce, soffre.
Alcune moderne tendenze spingerebbero ad un cambiamento terminologico e vorrebbero chiamarlo “cliente”.  Io personalmente (e la maggior parte degli psicoterapeuti), rigetto questa proposta perché mi sembra che verrebbe svalutato l’aspetto così profondamente umano e così universalmente accomunante della sofferenza e del dolore, per sottolineare invece l’aspetto di contratto commerciale tra i due componenti della coppia terapeutica.
Il terapeuta è tenuto ad identificarsi professionalmente in modo corretto, rispondendo alle domande e ai dubbi del paziente riguardo alla sua formazione.
Il paziente deve consentire l’identificazione dei suoi dati anagrafici, garantito dall’assoluto rispetto del segreto professionale, come primo atto di fiducia nel terapeuta e per poter consentire la registrazione e la fatturazione;
Dopo alcuni colloqui che sono necessari per avere una prima comprensione del problema, terapeuta e paziente si accordano su una serie di aspetti organizzativi:

  • il numero di sedute settimanali, variabile da una a tre, a seconda delle reciproche disponibilità ma anche della valutazione che si fa del tipo di disturbo e del bisogno espresso;
  • la durata delle sedute:  solitamente di 45 minuti;
  • l’orario delle sedute, che deve essere ben concordato, perché è importante che venga mantenuto stabile nel tempo, per quanto sia ragionevolmente possibile; finendo per scandire il tempo della settimana e la routine esistenziale del paziente;
  • la previsione dei tempi di lavoro e di vacanza durante l’anno (che il terapeuta è tenuto dichiarare in modo che il paziente possa organizzarsi e ridurre al minimo la dispersione dei tempi di lavoro);
  • il costo:  si attiene al tariffario dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia, gode di esenzione dall’IVA in quanto prestazione sanitaria, e le fatture possono essere utilizzate per il rimborso annuale o per la riduzione del reddito imponibile;
  • le modalità di pagamento, solitamente mensile ma concordabile diversamente tra terapeuta e paziente;
  • la posizione nella quale si sceglierà di lavorare:
  • sul lettino, che è posto in modo che il paziente si trovi con il terapeuta alle sue spalle e perciò a lui invisibile.  Questo può suscitare, a seconda della personalità del paziente una maggiore o minore difficoltà, e può indurre sentimenti e pensieri molto diversi, che divengono, comunque, oggetto di interesse e di analisi per la coppia terapeutica al lavoro.
  • vis à vis, ovvero seduti in poltrona uno di fronte all’altro, favorendo in questo modo una maggiore comunicatività emozionale e non verbale (al contrario di quando si utilizza il lettino).