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SOSTEGNO ALLA GENITORIALITA’ , ALL’INFANZIA E ALL’ADOLESCENZA

Sostegno alla Genitorialità e all'Infanzia

Responsabili: Dott. Carla Anna Durazzi

e Dott. Elisabetta Giacca

SOSTEGNO ALLA GENITORIALITA’

E’ ormai appurato quanto la maternità cambi nella donna la percezione della propria identità, ma anche come la nascita di un figlio sia un evento ri-organizzatore dell’assetto famigliare. La maternità rappresenta anche un intreccio di criticità e sfide, che in quanto tali possono evolvere verso il cambiamento maturativo o rischiare di trasformarsi in malessere.
Il nostro Servizio mira alla costruzione di una “Scuola per genitori” che non dimentica anche chi non lo sia ancora, perché pur desiderandolo non riesce a diventarlo o perché frenato da desideri ambivalenti.

L’aborto: La valutazione delle difficoltà che le équipe di lavoro incontrano nell’essere effettivamente di aiuto alle donne, in uno dei momenti più critici della loro esistenza, è fondamentale per un intervento che miri effettivamente a rimuovere le difficoltà che inducono la madre all’interruzione di gravidanza.  Infatti, le ragioni per cui le donne si trovano nell’ambivalente posizione di aver lasciato che la gravidanza si instaurasse e, contemporaneamente, di non essere capaci di sostenere la possibilità di portarla avanti, spesso non vengono considerate come uno degli aspetti cruciali della prevenzione dell’aborto, ma come una “variabile”.
L’ipotesi sottesa dal nostro progetto è  che questo punto debba  essere oggetto di approfondimento psicologico, in tutti i casi, sia di aborto spontaneo che procurato.
Vengono, infatti, spesso trascurati gli aspetti psicologici, relazionali e sociali anche delle casistiche, in costante aumento, di difficoltà a generare: difficoltà nel concepimento, aborti spontanei nelle prime settimane di gravidanza in assenza di condizioni patologiche organiche. La nostra significativa e lunga esperienza clinica ci ha portato a ritenere che sia questo l’aspetto fondamentale su cui intervenire innanzitutto con un ascolto professionale e tempestivo.

Circostanze particolari: violenze, separazioni, lutti… rendono le mamme molto sole in un momento nel quale vi è grande vulnerabilità e il sostegno del contesto parrebbe davvero essenziale. In queste situazioni l’urgenza è la regola e le richieste possono essere difficili da sostenere in mancanza di una famiglia che funzioni da supporto e da sostegno.
Rispondere ad alcune urgenze, offrire opportunità e sostenere la donna in questo delicato momento, a nostro avviso, è una necessità.

La gravidanza: E’ noto che le mamme in attesa attirano l’attenzione benevola di tutti, e che la gravidanza è accompagnata dalla frequenza a gruppi e a corsi rivolti alla mamma. Con la nascita del bambino la madre perde bruscamente centralità, in un momento cruciale la cui delicatezza necessita invece di attenzione e di uno spazio d’ascolto privilegiato.
A volte la commozione e la tristezza fisiologica della mamma dopo la nascita, così come un senso di inadeguatezza al compito e di solitudine, possono evolvere in vere e proprie depressioni se le donne sono lasciate a se stesse.
Se i corsi di preparazione al parto rispondono in modo efficace alle esigenze di ricevere informazioni e contenimento emotivo durante l’esperienza della gravidanza, dopo il parto, che per la maggior parte delle donne corrisponde anche alla dimissione dall’ospedale, in un momento in cui la “separazione” può assumere tinte di tristezza e di fatica (se non di vera e propria depressione post-partum), la madre avverte l’esigenza di rassicurarsi sulla propria capacità di offrire al bimbo nutrimento e soddisfazione ai suoi bisogni.
Crediamo necessario, quindi, promuovere gruppi di mamme che sviluppino relazioni “nutrienti”, intendendo con questo la possibilità di interiorizzare “qualcosa di sufficientemente buono”, una base sicura per la mente individuale esattamente come il grembo materno è una base sicura per l’infante.

La maternità: Nella relazione di mutualità tra madre e bambino i due insegnano l’uno all’altro: anche il bambino che chiede, esprimendo le sue esigenze, diventa l’ostetrico della funzione materna della neo-mamma.
Riteniamo infatti che il ruolo materno sia già presente fin da quando è concepito il bambino, e che di esso la mamma si appropri gradualmente grazie all’interazione con il bambino e con il partner, facilitata e sostenuta dal proprio contesto sociale.
Un gruppo di sostegno può accompagnare le mamme a far nascere ciò che è già presente in loro internamente, senza sostituirsi al loro ruolo, ma aiutandole ad approfondirlo.Un gruppo che offra alle neo-mamme un sostegno al loro ruolo e alla loro spontanea capacità di esprimersi e svilupparsi.
Alcuni cambiamenti in atto nella nostra società hanno modificato radicalmente il rapporto che le persone hanno con il proprio corpo e con il tempo e rischiano di generare una disconnessione tra “tempi fisiologici” e “tempi del mondo”, con una ripercussione inevitabile sull’esperienza della maternità.
Quella funzione genitoriale che si connota per la capacità di attesa, di sostare nell’incertezza, di accoglimento, di ascolto e di accudimento, elemento imprescindibile per lo sviluppo globale di un essere umano, non viene sufficientemente riconosciuta, protetta e tutelata. E’ necessario quindi valorizzare la funzione genitoriale “materna”, focalizzare le differenze e le interazioni tra questa e la funzione genitoriale “paterna”.

La paternità: L’attenzione alle complesse dinamiche che accompagnano la maternità, mette in sordina l’importanza della figura paterna e porta spesso a trascurare le vicissitudini psicologiche che accompagnano il padre nell’assunzione del suo nuovo ruolo. Infatti bisogna tenere presente che anche per il padre, così come per la madre, c’è la necessità di ridefinire la propria identità e di trovare uno spazio diverso nella famiglia, trasformata dalla presenza del figlio. Spesso i papà soffrono silenziosamente sentimenti di esclusione e di gelosia nei confronti della moglie e del figlio; sentimenti che possono venire espressi indirettamente ad esempio con la fuga nell’attività lavorativa, con il tradimento coniugale, con malesseri fisici.
Dopo la prima fase di rapporto simbiotico madre/bambino è necessaria la presenza reale del padre onde evitare il prolungarsi del rapporto a due che può portare il bambino ad una regressione invece che ad una progressiva evoluzione.  In altre parole, la seconda funzione del padre è quella di aiutare il bambino a separarsi dalla madre. Inoltre, il bambino che copia il comportamento e i modi del padre (cioè si identifica) modifica la propria rappresentazione di sé attraverso il trasferimento di una parte dei sentimenti di ammirazione, di stima e di amore che ha verso il padre, su di sé.
Ci sembra quindi importante anche un gruppo che offra sostegno e aiuto alla funzione genitoriale “Paterna”.

SOSTEGNO ALL’INFANZIA E ALL’ADOLESCENZA

Spesso quando gli adulti parlano dell’infanzia l’associano al paradiso, all’età dell’innocenza e della serenità. Ma quasi nessun adulto ha, in realtà, un vero ricordo dei propri primi anni di vita: questi rimangono per lo più sprofondati nell’oblio, come una città sepolta, tutto al più ricordano di quel periodo solamente alcune reminiscenze coperte di polvere, ma per il resto l’infanzia rimane una terra straniera su cui è molto difficile orientarsi.
Per questo motivo le richieste, i comportamenti dei bambini sono, spesso, agli occhi dell’adulto incomprensibili e di difficile decodifica e, purtroppo, non esistono neppure ricette casalinghe, istruzioni per l’uso o antidoti universali, come li definisce Selma Fraiberg nel suo libro “Gli anni magici”, che si possono prescrivere nell’educazione di un bambino.
L’infanzia va detto non è solo l’età dell’oro, ma, al contrario, è una fase del ciclo di vita in cui si è chiamati ad affrontare numerosi compiti e cambiamenti necessari allo sviluppo cognitivo, affettivo e comportamentale.
I bambini sono impegnati in svariate lotte fondamentali per acquisire autonomia, per potersi separare ed individuare dalle proprie figure genitoriali di riferimento, per l’identificazione, passando, inevitabilmente, per la paura della separazione e del fallimento.
L’ingresso alla scuola, il confronto e l’integrazione con il gruppo dei pari, le trasformazione corporali, l’adattamento alle varie regole sociali, sono solo alcuni esempi delle principali e più importanti sfide che si troveranno ad affrontare.
Ciò che è determinante è come questi cambiamenti vengono affrontati, quali risposte il bambino, grazie al supporto dell’ambiente circostante, sarà in grado di fornire. Laddove, infatti, si verificano difficoltà di adattamento a tali richieste sia da parte del mondo esterno che interno, là possono emergere dei disagi emotivi che i bambini non esprimono tanto attraverso le parole, quanto, invece, attraverso sintomi, disturbi della condotta e reazioni emotive.
Spesso i genitori non riescono a capire che cosa abbia scatenato tale disagio e si accorgono di avere bisogno di rivolgersi ad uno specialista: questi momenti non devono essere vissuti come un fallimento o come una debolezza, anzi, al contrario, è un segno di grande forza da parte degli adulti rendersi conto che, in quel momento particolare, non sono in grado di affrontare la situazione da soli.
Ed è proprio in tali momenti che avviene l’incontro con il terapeuta infantile.
Quando si parla di sostegno all’infanzia, non si può prescindere dal discorso della genitorialità, ad al sostegno di essa, in quanto si tratta di due momenti della vita fortemente interconnessi ed interdipendenti fra loro.
Il modo in cui si assume la funzione genitoriale, il modo in cui si fa la mamma o il papà, non può non avere ripercussioni sullo sviluppo del bambino sotto ogni profilo, psichico, fisico ed emotivo, così come lo sviluppo e le peculiari caratteristiche di personalità del figlio hanno degli effetti sulle modalità di assunzione delle funzioni genitoriali.
L’attesa e la successiva nascita di un bambino riattiva una serie di fantasie ed aspettative, per lo più inconsce, di vedere, percepire e reagire nei confronti del figlio, che sono radicate nelle esperienze personali e di coppia più remote di ciascun genitore, che il figlio riattiva potentemente. Una volta risvegliati questi sentimenti, percezioni o conflitti, vengono proiettati o caricati sul figlio a prescindere dalle sue caratteristiche reali. In questo i genitori vanno supportati, proprio al fine di evitare che il bambino fantasticato abbia il sopravvento sul bambino reale che non viene più visto e colto nei suoi bisogni.
Infatti può succedere che i genitori si trovino ad affrontare situazioni che non sono state sufficientemente elaborate o risolte, che possono essere pericolose in quanto capaci di rendere difficile o addirittura ostacolare il processo evolutivo del loro bambino.
Si può affermare che non esiste un lavoro sul bambino senza un parallelo lavoro con i genitori: la collaborazione con questi ultimi è fondamentale e necessaria, anche perché la domanda di aiuto viene fatta dai genitori e non dal bambino stesso.
E’dunque fondamentale, per aiutare il bambino, aiutare contemporaneamente le mamme ed i papà a comprendere da dove nascono le difficoltà dei figli, che significato abbiano e quali risorse possono essere messe in campo per risolvere la situazione.

Il Centro di Aiuto Psicologico offre sia un servizio di consulenza che di psicoterapia infantile: in entrambi i casi l’obiettivo è quello di promuovere e sostenere il benessere psichico del bambino e del suo contesto di riferimento.
La consulenza è indicata quando i problemi sono ben definiti e circoscritti ad un’area problematica ben specifica.
Si tratta di interventi di più breve durata, che però non vanno a promuovere un’evoluzione personale profonda e duratura.
La psicoterapia, invece, è un intervento di più lunga durata, che propone un viaggio più lungo a livello di tempo, ma per certi versi potremmo dire anche più misterioso, verso destinazioni tutte da scoprire, inconsce che non sono presenti nella domanda iniziale, se non in forma latente. E’un viaggio alla scoperta di sé, faticoso ed impegnativo, ma che garantisce un importante arricchimento nella conoscenza di sé stessi. Con la psicoterapia si promuovono cambiamenti più profondi e duraturi.
La psicoterapia infantile ad orientamento psicoanalitico, quale quella che viene offerta presso il nostro centro, è una modalità di trattamento che, a differenza di quella per gli adulti, punta meno sui conflitti inconsci, ma di più nel tentativo di sollevare i bambini dai loro sintomi che li mettono in crisi con il loro ambiente.
L’accento è maggiormente posto sulla relazione interpersonale bambino-terapeuta e sul qui ed ora, anziché su conflitti infantili originari che sarà, tuttavia, compito del terapeuta cercare di individuare.
Il terapeuta assumerà, pertanto, un ruolo più attivo e di sostegno con il bambino e di forte collaborazione con i principali contesti educativi in cui il bambino vive, la famiglia in primis.

Si prevedono colloqui settimanali con i bambini di età prescolare e scolare che manifestano segnali di disagio psichico, tra cui, per esempio:
– tristezza, pianto, tono dell’umore deflesso;
– disturbi del sonno;
– disturbi dell’alimentazione,
– disturbi della condotta,
– paure e/o ansie ingiustificate,
– svogliatezza e calo dell’attenzione,
– facile distraibilità;
– aggressività;
– comportamenti regressi specifici delle fasi precedenti di sviluppo.

Per quanto riguarda l’adolescenza, il Centro offre un colloquio gratuito a cui potranno fare seguito dei percorsi maggiormente strutturati, quali, se fosse necessario, psicoterapia o gruppi con altri ragazzi della stessa età.
Tutti i colloqui sono ovviamente riservati ed in questo modo il ragazzo potrà fare l’esperienza di parlare con un adulto estraneo, ma esperto, delle sue difficoltà legate alla fatica di crescere, in un momento in cui è particolarmente difficile per lui trovare un interlocutore veramente capace di comprenderlo.
Spesso i genitori non possono ricoprire tale ruolo perché i figli adolescenti stanno muovendo i primi passi verso l’autonomia e l’indipendenza da tali figure che per lungo tempo, tutto il periodo dell’infanzia, sono state per loro i principali punti di riferimento. Ma, in molti casi, non trovano risposte adeguate neppure nel gruppo dei pari in quanto sono anch’essi alle prese con analoghe problematiche.

“DAI VOCE AL TUO SILENZIO
Prevenzione e cura della violenza in tutte le sue forme: dai pregiudizi agli abusi”

Sabato 29 Giugno 2013

“Questo video è formato da un collage di altri video e filmati, messi in rete da altre organizzazioni italiane e internazionali . Il nostro intento è dare le più ampie informazioni sulla nocività degli psicofarmaci ai bambini”

 

SERVIZIO NonSoloLezioni

L’intento del servizio è duplice: accompagnare gli alunni nelle attività scolastiche, offrendo sostegno e attenzione alle componenti psicologiche ed emotive del processo di apprendimento. Irritabilità, difficoltà di concentrazione, attenzione o di memoria possono venire scambiate per mancanza di interesse e di volontà ad imparare, quando possono essere sintomi di malessere che veicolano un significato più profondo che richiede di essere accolto e compreso. Il progetto si propone come ponte fra la didattica e la comprensione più profonda di natura psicologica. Il sostegno psicologico viene dato ai bambini anche in ambito scolastico.

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Per informazioni scrivere a: centro.segreteria@gmail.com

Telefono: 0382 73328 – 392 02 63 635